Conducente seduto con occhiali da sole nel suo camion

Funzionamento del cronotachigrafo digitale, istruzioni per l’uso. Il presente e il futuro

Pubblicato il 9 novembre 2022 in Trasporto e logistica da Geotab Team |  4 minuti di lettura


Qualcosa è già cambiato di recente con la normativa sul cronotachigrafo del 2020, il Regolamento UE 1054 che ha modificato e integrato il precedente del 2014. Ma altre novità importanti si profilano già all’orizzonte nell’attesa della nuova generazione della “scatola nera” di bordo

Il tachigrafo (o cronotachigrafo) digitale, erede naturale dello strumento analogico in uso sino al 2006, è un’apparecchiatura di bordo obbligatoria che registra le principali informazioni relative all’andamento dell’operazione di trasporto merci e passeggeri a livello internazionale. 

 

Si attiva in modalità automatica una volta acceso un veicolo. A quel punto non resta che inserire la carta tachigrafica assegnata al conducente, ed eventualmente la card del collega che lo affianca, nei due slot che si aprono nella parte frontale.
 

Che cosa fa il cronotachigrafo digitale

 

Come suggerisce il nome, il cronotachigrafo digitale tiene traccia dei tempi del viaggio, registrandoli e tenendoli pronti per la condivisione. Non solo i momenti al volante, ma, anche e soprattutto, quelli dovuti per legge alla sosta e al riposo. 
 

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Su questo punto l’Unione Europea è andata sempre più stringendo le maglie del suo apparato normativo, onde riuscire a contrastare fenomeni di sfruttamento degli autisti professionisti e di concorrenza sleale tra le aziende. Con la sua opera di prevenzione di episodi di eccessiva stanchezza da parte dei conducenti, il cronotachigrafo digitale si merita un posto tra i dispositivi di sicurezza a disposizione di tutti gli utenti della strada. 
 

Altre informazioni registrate e conservate dallo strumento riguardano la velocità di marcia, la distanza complessivamente percorsa e gli eventuali guasti/malfunzionamenti verificatisi lungo il percorso. Rispetto al disposto specifico legato al Regolamento UE 165/2014, ampliamenti sui dati tracciabili sono arrivati grazie alle modifiche introdotte, sempre in ambito comunitario, dalla normativa sul cronotachigrafo del 2020.

 

Cronotachigrafo: i perché della nuova normativa del 2020
 

Il Regolamento 1054 di cui stiamo parlando, entrato direttamente in vigore in tutti gli Stati membri dell’Unione il 20 agosto senza bisogno di recepimento a livello nazionale, costituisce parte integrante, insieme ad altri due provvedimenti, del Primo Pacchetto Mobilità in Italia in materia di autotrasporto. I contenuti di cui all’art. 1 punto 15 e all’art. 2 punto 12, riguardanti il possesso da parte del driver delle registrazioni relative ai 56 giorni precedenti in aggiunta alla giornata in corso, si applicheranno però solo a partire dal 31 dicembre 2024.

 

Le disposizioni di cui al Regolamento 1054/2020 sono pensate per combattere il dumping sociale degli autisti, ossia la (mala) pratica messa in campo da alcune aziende che localizzano la propria attività in contesti geografico-commerciale diversi da quello di origine ma favorevoli per via del costo minore o per le disposizioni meno restrittive in materia di lavoro.
 

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Mirano altresì ad avversare l’utilizzo scorretto del cabotaggio industriale (il transito di merci tra più Paesi dell’Unione Europea, connesso alla necessità di registrazione a seguito di distaccamento - vedasi al riguardo la Direttiva UE 1057/2020).  

 

Le categorie di veicoli interessati ed esentati dal Regolamento UE 1054/2020
 

Quali novità nel dettaglio porta con sé la normativa sul cronotachigrafo del 2020, il Regolamento UE n. 1054 che modifica al contempo alcuni passaggi di quello CE 561/2006 riguardante i tempi di guida e di riposo degli autisti?

 

Partiamo dal campo di applicazione. Da un lato - ma si dovrà attendere l’1 luglio 2026 - si allargherà ai veicoli con massa complessiva compresa tra 2,5 e 3,5 tonnellate (inclusi rimorchi e semirimorchi) impegnati in attività di autotrasporto internazionale. 
 

Dall’obbligatorietà di dotarsi dell’apparecchiatura e di rispettare i tempi di guida, quelli di sosta/riposo e i tempi di disponibilità del cronotachigrafo saranno esentati, dall’altro lato, i seguenti soggetti: veicoli di trasporto contro proprio; veicoli alla cui guida vi siano driver per cui l’attività non costituisca risorsa principale. 
 

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Già esclusi dal 20 agosto 2020 risultano invece i veicoli industriali con massa complessiva inferiore-uguale a 7,5 tonnellate per la movimentazione di materiali, attrezzature e macchinari utilizzati per lavorare, nonché i veicoli impiegati per il recapito di merci artigianali entro 100 km dalla sede dell’azienda. 

 

[Per approfondire come sono cambiate le regole sui tempi di guida e di riposo degli autisti si rimanda al testo del Regolamento UE 1054/2020, in particolare alle modifiche e integrazioni applicati agli articoli dal 7 al 12]

 

Tachigrafi, i tempi per adeguarsi alla nuova apparecchiatura smart 4.1

 

L’Unione Europea ha fissato il termine massimo di tre anni dalla fine di quello in cui si è registrata l’entrata in vigore del Provvedimento (quindi, il 2020) per il passaggio alla nuova generazione di tachigrafo intelligente, la 4,1. 

 

Saranno obbligati all’acquisto i proprietari di flotte di veicoli industriali che operano al di fuori dei confini dello Stato membro di immatricolazione, nello specifico:

  • chi in precedenza aveva il cronotachigrafo analogico;
  • chi in precedenza aveva lo strumento montato sino alla data del 30 settembre 2011;
  • chi in precedenza aveva il cronotachigrafo digitale dall’1 ottobre 2011 e dall’1 ottobre 2012. 

Un anno in più (quattro in totale) è concesso ai veicoli che si erano affidati alla precedente generazione di cronotachigrafo intelligente, normata nel Regolamento di Esecuzione UE 2016/799 della Commissione UE 2016/799 risalente al mese di marzo.
 

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Sempre in base al Regolamento UE 1054/2020 si registra un cambiamento nel processo di registrazione del paese in cui inizia o termina l’attività di trasporto internazionale. Ora deve infatti avvenire nella prima area di sosta presente oltre frontiera, così come nel porto o nella stazione ferroviario di destinazione. Con l’avvento della prossima generazione di cronotachigrafo digitale, tale operazione diverrà non più necessaria.  
 

Come funziona il tachigrafo digitale di prossima generazione
 

Ai parametri di viaggio registrati e collegati ad altrettanti simboli sul display dell’apparecchiatura di bordo sono in predicato di aggiungersi, a seguito dell’evoluzione tecnologica tracciata sul piano normativo, informazioni relative a:

  • luogo di avvio e di fine della giornata di lavoro;
  • passaggio di frontiera e ingresso in uno stato membro dell’UE;
  • attività di carico/scarico;
  • impiego del veicolo (trasporto merci o passeggeri)
  • posizione conquistata ogni tre ore complessive di guida;

Già la generazione attualmente in uso consente di rilevare dove si trovi il veicolo affidandosi al sistema satellitare di geo-radiolocalizzazione e di navigazione terrestre GNSS (Global Navigation Satellite System), applicabile al trasporto via gomma, mare o aria. Per quanto riguarda gli spostamenti via traghetto o treno, è previsto l’inserimento sul cronotachigrafo digitale di un nuovo, apposito simbolo.

 

Il passo in avanti sicuramente più interessante riguarderà tuttavia la trasmissione da remoto in caso di superamento dei tempi di guida. 

 

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Un valido aiuto per sostenere l’impegno dell’Unione Europea a favore della tutela della salute e dei diritti connessi al lavoro degli autisti.


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