Strategia di adozione dei veicoli elettrici

Creazione di una strategia di adozione dei veicoli elettrici per la tua flotta

Pubblicato il 1 settembre 2021 in Veicoli elettrici da Cameron Feil


L'elettrificazione della tua flotta non è una cosa che può accadere dalla sera alla mattina.

Ci sono tante cose da considerare, che tu voglia elettrificare l'intera flotta o anche un solo veicolo. Non si tratta semplicemente di trovare un veicolo dalle dimensioni equivalenti. È necessario considerare i percorsi di guida giornalieri, i costi operativi e le apparecchiature di ricarica necessarie.  È necessaria una strategia centrata su due cose: scegliere il veicolo corretto e implementare l'infrastruttura di carica.    

Tre domande chiave nel trovare il veicolo giusto  

Nuovi modelli di veicoli elettrici fanno il loro ingresso sul mercato ogni giorno ed esattamente come per qualunque veicolo della flotta, la scelta di quello corretto è fondamentale. Per determinare il migliore veicolo elettrico per la tua applicazione, è necessario rispondere a tre domande di base.

 

Qual è la distanza massima che il veicolo dovrà percorrere in un giorno?

La prima fase è comprendere quali siano i requisiti relativi al raggio d'azione del veicolo, che molto probabilmente sarà determinata in relazione alla distanza che il veicolo dovrà percorrere ogni giorno. Ci sono alcuni veicoli elettrici a batteria (BEV) a lunga percorrenza che sono in grado di percorrere quasi 500 km con una singola carica. Tuttavia, se il ciclo di lavoro giornaliero è decisamente più ridotto, è bene acquistare un modello meno costoso a corto raggio. 

 

Qual è il costo operativo corrente del veicolo?

Attualmente, il prezzo di acquisto di un veicolo elettrico è maggiore di quello dei veicoli a combustione interna (ICE). Il motivo per il quale i veicoli elettrici si fanno preferire è che hanno costi più bassi in termini di carburante e manutenzione. La ricarica con energia elettrica di un veicolo elettrico è una frazione del costo della benzina. 

Uno studio condotta dall'Università del Michigan ha rivelato che un veicolo elettrico costa meno della metà in termini di operatività in confronto a un veicolo a combustione interna, se si considerano solo i costi di carburante. Se si considera anche il risparmio derivante dalla sostanziale assenza dei costi di manutenzione come il cambio dell'olio o la sostituzione delle cinghie di distribuzione, i veicoli elettrici consentono di risparmiare ulteriormente nel corso della vita utile del veicolo stesso.

 

Qual è il tempo di sosta del veicolo e dove avviene la ricarica?

Per essere sicuri che i veicoli siano completamente carichi nel momento giusto, è necessario considerarne l'ubicazione e quanto tempo rimarranno lì. Questo dato determina quante stazioni di ricarica siano necessarie, dove posizionarle e i requisiti complessivi di alimentazione. Il tempo di sosta e la posizione di ogni flotta saranno diversi, perciò è importante utilizzare i dati specifici della tua flotta nell'affrontare questa domanda.

Hai scelto i veicoli, ora come li puoi caricare?

La pianificazione dell'infrastruttura di carica necessaria rappresenta uno degli aspetti più difficili del passaggio a una flotta elettrica. È necessario esaminare numerosi fattori per l'installazione delle apparecchiature di carica necessarie o delle apparecchiature di erogazione di energia elettrica (EVSE). 

 

Quali sono i posti dove è possibile posizionare in modo ottimale le stazioni? 

La comprensione dei percorsi di guida dei tuoi veicoli è il primo passo per stabilire dove installare le apparecchiature EVSE. Se la distanza di guida giornaliera è più breve, potrebbe essere consigliabile caricare i veicoli presso il deposito della flotta o persino presso l'abitazione del dipendente. In alternativa, se le distanze di guida sono maggiori, è possibile che sia necessario installare delle apparecchiature presso una struttura del cliente in modo da poter effettuare la ricarica durante il giorno. Indipendentemente dalla posizione, è possibile che sia necessario consultare un elettricista o un ingegnere elettrico per assicurarsi che l'infrastruttura elettrica del sito sia adeguata. 

 

Di quante stazioni hai bisogno? 

Il numero di stazioni di ricarica necessarie varia in funzione di numerosi fattori. Tra di essi, vanno considerati il numero di veicoli elettrici, i cicli di lavoro e i dati relativi ai singoli raggi di percorrenza. Se il ciclo di lavoro dei tuoi veicoli è scaglionato o in caso di tempi di sosta prolungati, è possibile che non sia necessario un dispositivo di ricarica per ogni veicolo. Un elemento importante da tenere in considerazione è se l'apparecchiatura sarà utilizzata esclusivamente per la flotta o se invece sarà aperta al pubblico. 

 

Di quale tipo di stazioni hai bisogno?

Premessa: la potenza di una stazione di ricarica, che misura il trasferimento di energia (quanti chilowatt - in sigla kW - per unità di tempo) dall’infrastruttura alla batteria del veicolo, si lega non solo alla tipologia di colonnina a disposizione, ma anche alle caratteristiche della rete elettrica. 

Per quanto riguarda i tempi dell’operazione, occorre prendere in considerazione, oltre alla potenza e al tipo di alimentazione della predetta stazione di ricarica, quella massima accettata dal caricabatterie interno al veicolo e la capacità (dimensione) del pacco batterie. 

 

La normativa di riferimento (IEC 61851-1) ammette quattro modalità di ricarica. 

Tralasciamo in questa sede quelle n. 1 (ricarica in corrente alternata - AC - fino a 16A attraverso le normali prese di corrente), priva però del circuito di sicurezza della comunicazione PWM (Pulse Width Modulation); e n. 2, sempre in AC fino a 32A (22 kW massimi), che invece n’è provvista (il sistema in questione è montato sul cavo e identificato come Incable Control Box - ICCB), che richiede tuttavia una lunga sosta al “rifornimento”, stante la velocità di carica limitata. 

 

Partiamo quindi direttamente dal Modo 3 - ricarica in AC, fino a 63A (43 kW), con ICCB integrata nella stazione. Operano con questa soluzione, obbligatoria per gli ambienti pubblici, le colonnine e le wallbox. Il connettore è abitualmente lo standard europeo Type 2 (Mennekes); si trova sia sull’infrastruttura e sia sulla presa del veicolo. Scegliendo questa tecnologia, sono richieste due ore, nel caso della ricarica Quick, con potenza fino a 22 kW (la più diffusa nel segmento Business); o un'ora in più (tre ore complessive) per le soluzioni con potenza 11 kW (in genere solo il mercato domestico opta per la 3,7 kW - otto ore di attesa per un “pieno" - o la 7.4 kW - quattro le ore necessarie).

 

Soli 30 minuti o anche meno, a seconda della potenza dell’infrastruttura a disposizione, sono invece quelli promessi dalla ricarica diretta in corrente continua (DC) fino a 200A (Modo 4), trasmessa direttamente alle batterie di bordo, di cui determina un aumento della temperatura interna. Per la motivazione richiamata più sopra, con questa tecnologia, che elimina il passaggio del flusso energetico attraverso il caricatore, è previsto un accumulo elettrico pari all’80% del consentito. 

Le ultime rilevazioni di Motus-E, associazione che si dedica alla mobilità zero emissioni, hanno messo in luce come solo il 5% dei punti di ricarica pubblici in Italia abbia preso la via del fast DC (con un 1% che esibisce potenze superiori ai 100 kW). Una quota importante del 77% è coperta dalle stazioni in AC con potenza compresa tra 7,5 e 43 kW.

Quando si prende in considerazione il passaggio all'elettricità, è molto importante avere una strategia.

L'elettrificazione della flotta può sembrare inizialmente qualcosa di scoraggiante, ma in realtà richiede solo una strategia solida. I vantaggi del passaggio all'elettrico superano di gran lunga gli ostacoli iniziali e i gestori delle flotte devono iniziare a cercare quali siano le opzioni disponibili per loro. Se sei pronto a iniziare a cercare le opzioni disponibili per te, il nostro ebook è un ottimo modo per partire. 

 

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